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Ultimo aggiornamento: 22/07/2018
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Borgetto, le mense di San Giuseppe

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Quando una famiglia di Borgetto* sente di avere ricevuto una grazia, la tradizione vuole che dedichi una stanza della propria abitazione all'edificazione di un altare per San Giuseppe. La camera tutta ‚ addobbata con stoffe raffinate, rigorosamente bianche, seta, stoffe ricamate, o, al contrario, con dei tappeti policromi.

Il soffitto ‚ la sfida più impegnativa: mediante un telaio e cavi di nylon invisibili, le stoffe sono lavorate ad intreccio a dare l'effetto visivo di una o più scacchiere.

L'ambiente ‚ suddiviso secondo quattro imperativi: il fondo della stanza ‚ riservato all'altare; le pareti laterali accolgono le lunghe tavole su cavalletti, colme di pietanze e mercanzie; al centro di questo triclinio, un tavolo tondo, lussuosamente apparecchiato per tre convivi, con tovaglie e tovaglioli di stoffa, posate d'argento, piatti dal bordo dorato, caraffe e bicchieri di cristallo, tutto quanto la famiglia possiede di più ricco.

L'altare
Sotto l'effigie della Santa Famiglia o di San Giuseppe, lo spazio, rigorosamente bianco anche qui, ‚ scandito da mazzi di fiori, da pani lavorati con forme rituali, da cedri, pigne e finocchi. Tutto in tre esemplari.
Il pane di Giuseppe ha la forma di un cartiduna, la cesta del carpentiere per portare gli arnesi; quello di Maria ‚ una corona, quella della Sua Assunzione quale Regina Coelis; il pane del bambino Ges— ‚ a forma di palma. Palme che segnalano per strada la presenza di una mensa. Il paese accoglie in tal modo la Santa Famiglia con l'esultanza medesima del popolo di Gerusalemme, quando, ai termini del vangelo, vi entrerà il taumaturgo.

I laterali
Le pietanze consistono tanto in ricette semplici quanto in preparazioni culinarie elaborate, tipiche della tradizione rurale. Troviamo quindi affiancate le insalate di arancia con finocchio ed acciughe, i pomodori ripieni, la capponata dai bagliori appetitosi, la zucca in agrodolce, le sarde alla beccafico, gli involtini, i babbaluci ed i crastuna in salsa piccante, ecc. Insomma, il ben di Dio !
Ma la parte del leone spetta alla pasticceria, regina del gusto in Sicilia. Una valanga di mustazzoli, sfingi, buccellati, pignolate, ecc. Alcune sono semplici biscotti, ma altre sono vere e proprie messe in scena barocche, una cultura mai dimenticata questa, un'impronta culturale fortissima nell'identità del Meridione.
E di fatto, come tante altre tradizioni, quella delle mense di San Giuseppe risale al nuovo rapporto Vaticano/parrocchia ideato dalla controriforma.

Le mercanzie sono di ogni tipo e natura e comprendono beni di prima necessità. Per gli alimentari, pasta, riso, zucchero, olio, vino, frutta e verdura, ecc. tutto in tre esemplari.
Non mancano scarpe e indumenti, nuovi, tutto previsto per tre persone, a volte quattro, per motivi spiegati più avanti.
Un cestino raccoglie i soldi, quelli versati dalla stessa famiglia che si spera saranno aumentati dalle offerte dei visitatori.

Perch‚ tutti questi beni e vettovaglie ?

Come ogni cosa presente sulle tavole laterali, ciascuna pietanza ‚ presentata in tre piatti distinti. Tutto ‚ destinato al Festino dei Santi, organizzato senza deroga ogni 19 marzo in onore di san Giuseppe, anche se tale data capita un giorno feriale. E' noto infatti che, non essendo San Giuseppe un giorno festivo, l'assenteismo ‚ fortissimo, almeno in Italia meridionale che vota al Santo carpentiere un grandissimo affetto. Egli ‚ un autentico Santo Patrono dell'Italia, per motivazioni ben diverse da quelle che hanno investito Francesco d'Assisi di questo privilegio.

*la tradizione ‚ in sonno negli altri paesi della Provincia, ma non del tutto dimenticata come ne portano testimonianza alcune iniziative ogni anno a Terrasini, Cinisi tra altri paesi.

** varietà di chiocciole.


Andamento della festività

La preparazione
Il lusso di certe mense vede le famiglie impegnate alla loro elaborazione sin da gennaio. Tre mesi di lavoro, portato avanti dalle donne soprattutto, per giungere alla perfezione nei minimi particolari. Ma, non trattandosi in assoluto di una competizione, le mense sono realizzate ad altezza dei mezzi propri, materialmente, umanamente ed economicamente. Non sempre le più ricche sono le più commoventi.

Le visite
Per il pubblico, esse si svolgono i 17 e 18 marzo, dopo cena e fino a notte fonda. E' chiaro che la gente del paese ha fatto prima di tale data le proprie visite in casa di amici e vicini. La motivazione di queste visite aperte al pubblico ‚ un atto di fede, l'associarsi alla preghiera della famiglia ospitante, alla stessa sua volontà di sostenere il più sprovveduto come il Santo ha saputo sostenere loro nella difficoltà. La tendenza da alcuni anni ‚ comunque quella di un evento turistico, paragonabile alle tante sagre care alla Sicilia. Aspetto incoraggiato sempre di più da iniziative comunali quali la presenza di giostre, bancarelle e l'organizzazione di uno spettacolo in piazza. Nel 2007, un concerto e la sagra della ricotta. Tale laicizzazione ‚ bilanciata da iniziative più consone con la tradizione, come la mensa organizzata dal Comune a Cinisi, quelle del convento a Terrasini e della Caritas a Borgetto.

I fal•
Con radici nella notte dei tempi, sul modello comune alle civiltà ispirate ai solstizi ed agli equinozi (quindi tutte o quasi), la notte del 18 al 19 marzo ‚ accolta in Italia con un incendio generale. Le piazze in ciascun rione sono rese inaccessibili dalla costruzione dei fal•. Vere e proprie sfide sembrano animare una competizione tra quartieri, quella della più alta vampa possibile.
Il 18 marzo, attorno alle ore 21, finalmente l'incendio. La Forza pubblica fatica a volte a limitare l'eccentricità di alcuni progetti, e non era raro in passato che qualche casa limitrofa prendesse fuoco. A Palermo ‚ risaputo che è meglio non circolare quella sera, per non esporre il proprio veicolo a rischi.

Il Festino dei Santi
Scelti tra le famiglie bisognose del paese o/e negli orfanotrofi (Ce n'era uno importante a Borgetto), tre bambini, detti i virgineddi, provano per settimane la scenetta che vivranno da protagonisti il 19 marzo, nelle vesti di Youssef, Myriam e Joshua, i tre Aramaici in fuga, costretti a chiedere asilo e confidare nella generosità degli uomini di buona volontà.
I tre bambini si presentano la mattina al domicilio della famiglia ospitante, e tutti insieme vanno in chiesa per assistere alla funzione religiosa. Poi giunge il momento della loro preparazione.
Vestiti all'orientale, i fuggiaschi si presentano alla mensa. Giuseppe bussa alla porta e chiede ospitalità per la moglie ed il figlio.
Non ‚ raro che, per potere aiutare il più gran numero possibile di bisognosi, appagando un gusto barocco profondamente radicato nella mentalità, un quarto bambino sia associato alla scenetta nella parte di un angelo, presenza di Dio che protegge il pericoloso viaggio. Per questo motivo, mense sempre più numerose prevedono pietanze e mercanzie moltiplicate per quattro e non per tre.
Non sempre invece il Festino contempla lo sfamare l'angelo. Tante famiglie tengono al rispetto della tradizione e accolgono l'umanissima Santa Famiglia, ma non l'Angelo che ben si sa ‚ puro spirito.

La porta rimane aperta mentre la popolazione (essenzialmente locale in questa fase della festività) si raduna dinanzi a ciascuna mensa in paese. Negli ultimi 10 anni, a Borgetto, il numero di mense varia da 15 a 30. La popolazione essendo di 6000 anime, più i visitatori, puntando anche sul 20% di partecipanti, si capisce che il Festino gode di un bel successo di partecipazione. 
Entrano i Santi, invitati ad accomodarsi attorno al lussuoso tavolo descritto in precedenza. Il Padrone di casa (spesso ‚ la matrona per vari motivi profani), vestito da domenica, prende e solleva ciascun piatto ad invocare la benedizione del cielo,  e dà personalmente tre volte un assaggio di ogni preparazione culinaria a ciascuno dei tre convivi.
Vale a dire, considerando la profusione di beni, che il pranzo dura un bel po', seguito dalla distribuzione delle mercanzie, che, come evocato in precedenza, mirano ad assicurare ai poverelli un anno di fabbisogni primari.

La quantità di cibo che rimane dopo il Festino ‚ tale che essa ‚ distribuita al popolo che altro non aspetta. Comincia la festa nel gioioso buon umore ed il conviviale baccano senza il quale una festa non ‚ una festa.

Le Parti di San Giuseppe
Tramandate dalla tradizione orale, in famiglia, le Parti sono delle lunghe strofe in lingua Siciliana che sono recitate durante il pomeriggio del 19 marzo. La poesia ‚ ispirata alla sacralità dell'annua ricorrenza.

 

Photo gallery
 
Festa popolare e religiosissima, le "Mense" sono l'occasione di espressioni artistiche familiari, quasi tutte riconducibili alla visione catolica, a volta di felice effetto.
 
 
Spettacoloso scenario in casa Lupo, e tanta simpatia. Da notare sulla foto il quadro del San Giuseppe tipico di Borgetto, nonch‚ il tavolo riccamente apparecchiato per il Festino dei Santi.
 
 
Fede e dollari, rarissime sono le famiglie senza alcun parente negli USA. Cosi anche loro sono associati alla grazia del Santo, al quale si fa vedere i dollari mandati a sostegno dell'iniziativa familiare.
 
 
Un tipico pane con semi di giugiulena, ed alcuni dei tanti dolci che saranno distribuiti l'indomani ai Santi. Da notare le raviola, con ripieno di ricotta, in 4 esemplari, ad indicare che in questa casa, in pi— della Santa Famiglia, si aspetta anche l'Angelo (vedi articolo).
 
 
La fantasia non ‚ univoca, ed alcune mense si rifanno ad una tradizione contadina, profondamente Mediterranea, con influssi orientaleggianti.
 
 
Le mense di San Giuseppe sono in primis gioia e simpatia
 
 
Esempio di lavorazione per il soffitto, teso di seta, con effetti di luce indiretta.
 
 
Torte firmate per il festino dei Santi
 
Altre risorse o riferimenti

Stanze dell'accoglienza, inizio del Festino dei Santi:

®-Oh che luce, oh che splendore!  Andiamo incontro, amica mia! 

-Guarda, guarda che splendore!  Forse quello Š Ges—, quello Š Giuseppe e quella sar… Maria.

-Alt amico!  Che volete?  Sono tempi scandalosi.

-Sono amico, mia bont…, io vi parlo in verit….

-Oh che pena, oh che dolore!  Oh che pena nel mio cuore!  Se Erode lo sapr…, mi sarete un traditore.

-lo vi giuro sopra il mio onore, che non sa niente il mio sovrano.  Io vi do la destra mano.  Ve lo giuro in verit…!

- Oh quest'oggi, questa mano destra che voi mi date, mi dubita che sia un tradimento per il mio caro Bambino Ges—. 

-Ma, caro amico, che volete?

-BenchŠ voi cercate a Noi e siete il nostro fedele: questo Š Ges—, questo Š Giuseppe e questa Š Maria.

- Sia contenta, amica mia!  Quanti doni in questa giornata!  Vi Š lu nostru Ridinturi, la Maronna Annunziata, san Giuseppe, oh chi splenduri.  Prestu nui senza timuri, l'ura Š tarda e un ponnu stari.  Viniti d'intra pi cinari.  Vui vinitivia sedere e griramu tutti a vuci forti: Viva Ges—, Giuseppe e Maria... ¯
 

 


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