Si sanno purtroppo ben poche cose sulla vita di Al Idrisi. Nato in Marocco nel 1100, si pensa sia nato da una famiglia araba nobile si Spagna (Al Andalus). Studia a Cordoba, allora il primo centro culturale dell'Islam in occidente. Di grande cultura medica, conosce bene le piante, i veleni e le polveri dei quali sa bene le proprietą specifiche, farmacologiche ed afrodisiache. Possiede un po' di latino, parla greco e scrive alcuni libri tra cui un trattato delle medicine semplici. Grande viaggiatore, Idrisi perlustra il Mediterraneo sin dall'etą di 16 anni.
Al Idrisi vive dal 1139 alla corte di Re Ruggero II di Altavilla, primo re normanno della Sicilia. Chiamato a corte dal Re, intraprende in stretta collaborazione con Lui un lavoro di indagine e di stesura geografica destinato ad impegnarlo diciotto anni. Comincia la scrittura vera e propria del Libro nel 1154, a sei mesi della morte del Re. Il Libro sarą finito sotto il governo di Guglielmo I "Il Malo", probabilmente verso il 1157, data alla quale si perde ogni traccia di Al Idrisi.Si presume sia morto attorno al 1165.
La Sua geografia propone alla meta del 12ų secolo una esplorazione del mondo. Si tratta di uno atlante che descrive in modo assai codificato i vari paesi, le loro cittą principali, le loro strade e frontiere, i mari, i fiumi e le montagne. Idrisi commenta le carte inseguendo degli itinerari come una vera guida. Cerca di dare informazioni in tutti i campi, geografico ovviamente, ma anche di natura economica e commerciale, storica e religiosa. Oltre al riassunto gią messo in opera dai suoi predecessori, Idrisi si costringe ad una metodologia per completare e verificare le proprie informazioni.
Il libro del Re, cosi detto "Libro di Ruggero" ovvero sia "Kitab 'l Ruggeri", cosi sarą tramandato alla posteritą il trattato di geografia che costituisce il primo passo verso una visione completa del mondo allora conosciuto. Il nome completo dell'opera č " Nuzhat al-mushtaq f ikhtirq al-fq" (Divertimento per chi nutre il desiderio di girovagare per le varie parti del mondo).
Il senso e l'uopo del libro sono da capire in base alla missione della quale il Re si sente investito, al senso delle tradizioni araba e bizantina. Una missione che fa del Principe un saggio, servitore del sapere, e invita Ruggero II a tentare la sintesi delle conoscenze del mondo esponendo nello stesso tempo la sua politica. Stabilendo una concordanza tra i saperi, la Geografia si presenta come un tentativo di padronanza intellettuale del mondo. La Geografia conosce un certo successo nel mondo arabo. Il Libro č citato, copiato, ripristinato, arricchito, ridotto, tradotto... In Occidente, č stampato per la prima volta in carattere arabi a Roma nel 1592, poi parzialmente tradotto e pubblicato in latino nel 1619. Andato in oblio, bisogna ad aspettare il XIXų secolo per conoscere una traduzione integrale del Libro in francese. Rimangono oggi dieci manoscritti della Geografia, realizzati tra l'inizio del XIVų e la fine del XVIų secolo.
I metodi Nella prefazione, Idrisi da il merito a Ruggero II dell'iniziativa del progetto nonch del metodo adottato. In primo luogo, Idrisi interroga i libri della geografia araba. Poi verifica le sue informazioni presso vari scienziati nonch viaggiatori di avverata esperienza. Dimostrando un senso critico severo, le interroga tutt'insieme poi ad uno a uno. Manda poi degli emissari per verificare le informazioni e respinge ogni informazione contraddittoria. Per assicurarsi dei dati che concordano, traccia una carta graduata.