Dopo il fortunato sbarco, Garibaldi fa strada verso Palermo e giunge a Salemi dove decreta la dittatura a nome della Casa Savoia. L'indomani ‚ quello della battaglia tra le più famose d'Italia. Calatafimi ("Caro Nino, qui si fa l'Italia o si muore"), ove il Borbone tiene saldamente una preminenza fortemente coperta da artiglieria. Ai primi spari, si capisce che le armi fornite dal Cavour sono solo fucili di scarto dell'esercito Piemontese. Si combatte alla baionette ed alla sciabola. L'entità dei danni fa esitare perfino Nino Bixio che suggerisce la ritirata. Di cui la risposta famosa del Condottiere...