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Ultimo aggiornamento: 05/09/2010
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Pietro Novelli, Maestro del 600' a Palermo

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Nato nel 1603 a Monreale, Pietro Novelli è il figlio di Pietro Antonio Novello, rinomato pittore e musaicista, uomo colto la cui biblioteca vanta ben 100 volumi.
All'età di 15 anni si stabilisce a Palermo ove vive col pittore trapanese Vito Carrera, in esercizio al Palazzo Reale, assieme al Novello l'altro pittore più in voga a Palermo alla fine del 500'.
Pietro fa il suo apprendistato presso il nobile Carlo Maria Ventimiglia, matematico e maestro delle scienze.
Nel 1623, sposa Costanza di Adamo, e nel 1624, quando la peste affligge tutta la città, Pietro accede alla sua breve ma intensa carriera.
Trascurando qualche cosuccia precedente, é nel 1629, con la commissione dell'Abbazia di S. Martino delle Scale di un affresco nel refettorio benedettino, che possiamo vedere il vero esordio del Novelli.
Nel 1630, Pietro entra nella Confraternita della Compagnia del Rosario e realizza una delle opere più note, l'affresco per l'Oratorio del Rosario in San Domenico.
Pietro ha due figli, il maschio morto in giovane età. La figlia, Rosalia, nata nel 1628, si rivela discepolo tanto fedele al modello paterno da poter essere confusa con lui per l'attribuzione di certe opere.
Il 22 agosto 1647, una rivolta guidata da Giuseppe d'Alessi trova il pittore in Piazza Vigliena dove viene ferito con arma da fuoco. Muore cinque giorni dopo e trova sepoltura nel cimitero dei frati in San Domenico.
Nel 1828, ad opera del suo biografo Agostino Gallo, un suo busto firmato dal Villareale viene posto nella chiesa di San Domenico, il pantheon di Sicilia. 

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Apollo e Marsia
 
 
Caino ed Abele
 
 
Cordiglio dei Francescani consegnato a Luigi IX Re di Francia
 
 
Daniele ed Abbacuc, refettorio dell'Abbazia Benedettina di San Martino delle Scale.
 
 
Madonna col bambino, Santa Rosalia ed il Battista
 
 
Madonna del Carmelo
 
 
Ritratto di vecchia
 
 
S. Sebastiano
 
 
Santissima Trinità
 
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Il mondo attorno al Novelli

Le origini
Il 500' a Palermo é influenzato maggiormente da Vincenzo Romano da Pavia. Tra vari forestieri e stranieri, la fama più grande va al fiorentino Filippo Paladino. Sulla scena locale, oltre al Novello (padre di Pietro) ed al Carrera, un certo talento é riconosciuto ai Sirena, Albino e Salerno.

Stranamente per noi moderni, il Merisi da Caravaggio, in fuga e passando da Palermo dipinge nel 1608 la Natività per l'Oratorio di S. Lorenzo. Questo capolavoro sembra non segnare affatto l'ambiente locale. 

Palermo
Palermo all'inizio del 1600 é una città in effervescenza. E' tutt'un cantiere, il centro della città in particolare con l'apertura della Rua nuova (oggi Maqueda) nel 1599, e la prima definizione di piazza Vigliena, l'ampliamento del Palazzo Pretorio (municipio), la costruzione delle case e chiesa dei Teatini (attorno al 1620), ecc.

Palermo é l'Eldorado degli ordini della Riforma Cattolica dopo il concilio di Trento: sembra che l'antica sollecitazione di Carlo V sia stata ascoltata in Vaticano: tenere i Siciliani a bada perché considerati più sareceni che buon cristiani. Chiese e monasteri crescono come funghi, rivelando il numero e la facoltà economica dei loro benefattori.

La città cattolica per antonomasia quindi, ma dove si ci diverte, anche se a volte in modo quanto meno sconcertante per noi, com'è rivelato da una disposizione del 1628 del Vicerè D'Ossuna facendo obbligo alla popolazione di mascherarsi per Carnevale.

Altri festeggiamenti sono garantiti dalle "Feste di forche" ovvero le impiccagioni, in piazza Marina, tra le celle della Vicaria, la prima prigione di Palermo, e quelle dell'osterium, palazzo Chiaramonte, occupate dai prigionieri dell'Inquisizione.

Il vicerè Emanuele Filiberto di Savoia promuove la rinascita dell'Accademia sotto la presidenza del Ventimiglia, protettore del Novelli.

La peste del 1624
Mentre il Van Dyck si trova a Palermo come ritrattista di Emanuele Filiberto di Savoia, la peste si abbatte sulla città, e velocemente miete i suoi 1000 morti al mese. Lo stesso vicerè muore, nonché il Novello, padre di Pietro, e cosi il grande pittore si da letteralmente alla fuga. Van Dyck ha comunque accettato la commissione di una Madonna del Rosario che manderà a Palermo nel 1628.

Si devono allo stesso pittore i canoni iconografici con i quali sarà sembre trattato poi il tema di S. Rosalia.


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