« Il manoscritto di Shakespeare» di Domenico Seminerio |
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| Al professor Agostino Elleffe, illustre scrittore di Castelgrotta, si presenta un giorno un anziano insegnante di Borgodico, Gregorio Perdipane: gli propone di scrivere un romanzo che ha per argomento Shakespeare, egli è convinto che il drammaturgo fosse figlio di un nobile siciliano, afferma di averne le prove e che solo affidandole ad un grande scrittore si riuscirà a risolvere l'enigma. Un po' divertito e un po' dubbioso, il professore si lascia convincere e coinvolgere in una vicenda complessa e burrascosa, la sua vita cambia e la voglia di saperne sempre di più su quella storia non gli dà tregua. Sarà lui a far conoscere la verità su Shakespeare, facendo riaffiorare la figura del siciliano Michelagnolo Florio, che intorno al 1579 scrisse a Messina un manoscritto in dialetto siciliano, andato poi perso, dal titolo "Tanto scrusciu pii nenti" tradotto "Tanto rumore per nulla". |
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