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Ultimo aggiornamento: 05/09/2010
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«L'Infanta di Ballarò» di Pippo Bonanno

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Palermo. Santo Calavà, esperto di cose d'arte, poeta e uomo dalla travagliata vita sentimentale, riceve dall'ex-amante Maddalena una busta con cinque fotografie di vecchi e malmessi dipinti. Uno sembrerebbe la Natività di Caravaggio, rubato tanti anni prima a Palermo, ma la foto che più lo attrae è quella dove si vede una bambina dipinta su tela, che ha una somiglianza stupefacente con l'Infanta Margareta di Velazquez. Inizia un'indagine che lo porta sulle tracce di Ballacchino, un malavitoso dell'Albergheria, che ricicla narcodollari con operazioni di compra-vendita di antichi palazzi nobiliari. Tra le macerie di una di queste magioni che dà sul mercato di Ballarò, Calavà trova un diario del '600 scritto da una nobildonna spagnola, nientemeno che la figlia naturale di Filippo IV, re di Spagna, l'erede al trono, l'Infanta di Spagna, detta anche l'Infanta di Ballarò. Durante la processione del Venerdì Santo, Calavà viene avvicinato da un uomo incappucciato che gli consegna un indirizzo: Vicolo Lampionelli. Qui trova un restauratore di quadri che conserva il "Ritratto di bambina", dipinto dal Velazquez: appartiene all'avvocato Tramuto, il marito di Maddalena che, dopo aver ritirato altri quadri, è sparito. Dopo un chiarimento con la donna, Calavà cerca di recuperare il Velazquez, ma il restauratore se ne è andato e, forse, chissà se un giorno il ritratto dell'Infanta di Ballarò sarà esposto in una Pinacoteca o in un Museo, magari di una città sudamericana.
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Nella sezione Cultura,Pittura il dipinto di Pippo Bonanno "I Generali".
Scritto da NADA ALESSANDRONI il 29/05/2010

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