| Da Nada Alessandroni
In una mattina limpida, da Sciacca saliamo al Monte San Calogero e, una volta raggiunta la cima (circa 400 m s.l.m.), ci troviamo in una vasta spianata che offre un panorama incantevole sulla costa da Capo Bianco a Capo Lilibeo, verso Nord invece c'è la cresta di Caltabellotta e verso Sud lo sguardo si spinge fino a Pantelleria. Una folta pineta fa da sfondo al francescano Santuario di San Calogero, che custodisce all'interno una statua del Santo di Giacomo Gagini. Anche Goethe nel suo "Viaggio in Italia" lo cita: "In cima alla collina si trova il convento dove sono sistemate le vasche, dalle quali il vapore sale fitto nell'aria limpida." Infatti, prendiamo a sinistra e arriviamo allo stabilimento termale, costruito su grotte naturali dette Stufe di San Calogero, nelle quali la temperatura è di 38°/40°. La leggenda vuole che Dedalo, in fuga da Creta, dopo aver scoperto sul Monte Kronios le grotte vaporose, vi allestisse un ingresso ricavando dei sedili nella roccia, dove poi San Calogero avrebbe fatto accomodare gli ammalati per guarirli. Siamo fortunati! Dopo le 10, finite le cure, anche i visitatori possono entrare a visitare le due grotte ancora oggi funzionanti. Una nuvola di vapore ci avvolge, ma non è opprimente, anzi è piacevole sulla pelle. Il posto è suggestivo e regala emozioni che ci accompagneranno per lungo tempo...  |