Nel 251, un tale Hasdrubal attacca Palermo nello stile reso famoso da un lontano avo, Hannibal: con un esercito di elefanti.
Come sempre in questi casi di vittoria insperate, la verità storica non resisterà alla pressione della legenda, la quale alimenta un mito vivace ancor oggi.
Si narra che la minaccia è davvero angosciante, gli elefanti sono corrazzati, e nessuna porta potrebbe resistere a lungo. Sul fianco meridionale della città ove i Cartaginesi sembrano di voler ferrare l'attacco, le condizioni di combattimento non sono ideali ne per i fanti, ne per l'uso delle catapulte. Usciti dalla cinta muraria, sono subito le sponde paludose del torrente Kemonia.
Sono allora attuate due strategie per ordine di Metellus:
la prima di sera e di notte, approvvigionare il nemico con del vino "a tin chi tè", confidando che le abbondanti libagioni indeboliranno la competenza dei soldati l'indomani, giorno della battaglia. A mio parere, è probabile che questo vino sarà stato venduto, anche se a prezzo stracciato, una occasione irrepetibile in somma. Regalarlo del tutto avrebbe destato sospetti.
La seconda, alla popolazione è richiesto di ripulire la città di tutto quanto si possa trovare come parassiti ed in particolare le tarantole che sembra abbondano. Nessun dubbio per me che questa sarà stata anche una ottima occasione per cacciare i topi, i quali con quattro corsi d'acqua all'aperto in città o nelle immediate vicinanze non mancano mai, basta a vedere il loro pullulare a Palermo ancora oggi.
Lo scopo di questa vendemmia è di liberarsene alla prima ora della battaglia, quando il nemico lancia i suoi elefanti alla carica. E ben noto quanto questi animali temono tutto quanto si muove ma non si vede, essendo afflitti di una pessima vista. L'esito farà di Metellus un eroe e darà alla popolazione di Panormus il sentimento di solidarietà che unisce sempre chi ha operato insieme per la vittoria.
Il panico degli elefanti di Cartagine dinanzi la porta che più tardi diventerà Porta di Scrigni, oggi custodita dal Palazzo Federico, sarà fonte d'ispirazione per due novità nel mondo romano: è concesso a L.C. Metellus il Trionfo, per la prima volta con degli elefanti. Seconda novità, la Gens Caecilia batte delle monete all'effigie di questi elefanti, ma tempo dopo la morte del glorioso antenato che con tale modo s'intendeva onorare.